La canzone è una bellissima celebrazione dell’amore che dei coniugi credenti provano nei confronti del loro figlio neonato. Tra le righe del testo si scorgono tutte le aspettative che essi ripongono nel proprio rampollo, un augurio di bene supremo per la sua vita, non rappresentato dalla celebrità, il successo o la ricchezza, quanto piuttosto nella meravigliosa attesa che il loro pargolo possa incontrare Colui che sa donare la vera felicità: Cristo Gesù.

La felicità dei genitori è insita nel profondo del proprio intimo, tocca le corde più sensibili dell’anima (..sapere che ci sei riempie il cuore..); la presenza del proprio figlio suscita un commovente sentimento d’amore totalmente coinvolgente da abbracciare il proprio personale rapporto con Dio, oggetto delle proprie preghiere (..e sarai al centro d’ogni piccolo pensiero che i tuoi faranno a Dio..)

Viene così espresso l’impegno che volontariamente ogni genitore prende col proprio figlio nei riguardi dell’esistenza: non ti lasceremo mai! (..saremo sempre qui quando lo vorrai…). Quante volte ogni genitore dovrebbe ricordarsi di questa parola data sull’entusiasmo del momento davanti a quel “cucciolo” che causa tanta tenerezza,  tenendo fede all’impegno anche quando gli anni passeranno e il figlio è divenuto uomo! E’ il momento in cui egli ancora di più avrà bisogno di affetto e di guida nelle difficoltà! Anche se le vicissitudini della vita potrebbero determinare incomprensioni e fratture, il vincolo familiare rimane immutato, l’amore non incanutisce, non si deteriora, non si svaluta.

Consapevoli che le difficoltà della vita sopraggiungeranno anche per il proprio piccolo quando questi crescerà, quando i dubbi esistenziali lo sopraffaranno, la speranza genitoriale è quella che il proprio figlio si ricordi e faccio appello all’affetto della propria mamma, alla solidarietà del proprio papà, ma soprattutto all’amore di quel grande Dio che entrambi i suoi cari hanno provato a fargli conoscere e amare.

Allora anche quando le difficoltà più dure indurranno ad arrendersi e la sconfitta si presenta imminente, il proprio figlio dovrà ricordarsi che i suoi genitori sono lì presenti, ma soprattutto e prioritariamente, quel Dio che loro gli hanno presentato, di cui gli hanno parlato e di cui gli hanno insegnato la vera natura, non è lontano dalla sua persona, anzi, è proprio al suo fianco pronto ad aiutarlo, a rendergli la quiete nella tempesta, la serenità nel travaglio, la speranza nel futuro, a donargli la fiducia per l’avvenire eterno. Dovrà passare del tempo per poter crescere e capire, ma questa sarà una realtà incontrovertibile per il loro figlio (…crescerai ed avrai il tempo per capire queste mie parole per te…).

Quando la piena comprensione di questa realtà sarà non solo dei genitori ma anche del figlio, allora il percorso della sua vita non sarà più determinato dal proprio cuore, ma dall’amore di Dio che saprà indirizzare le sue scelte.

Ancora un consiglio appropriato per un figlio,  in una società che vuole tutto e subito, è quello  dell’importanza di scegliere la persona giusta con cui condividere l’esperienza del matrimonio. Consiglio da non sottovalutare in una organizzazione così distratta dai veri bisogni delle persone: “ No, non mettere il tuo amore nelle mani di chi sa di avere ma dare non sa.”

Pasquale Cicchelli