Il testo credo che rappresenti una delle più belle celebrazioni di quello che può essere considerata la forza trainante dell’esistenza dell’uomo, l’amore.

Tanti hanno scritto e meditato su questo sentimento, qualcuno ha anche provato a descriverlo e rappresentarlo; i pensatori più fini hanno filosofeggiato, dileggiato o esaltato il senso dell’amore; le arti grafiche hanno provato a crearne in molti modi simboli iconografici di esso; la maggioranza della gente l’ha semplicemente banalizzato, confuso, associato ad altri impulsi, spesso violandone la natura pura. La nostra canzone ha invece il merito di circoscrivere l’Amore entro immaginari confini invalicabili d’incredibile grandezza, rispettandone la sostanza, poiché l’amore ha origine nell’imperscrutabile essenza del divino Creatore, giacché “Dio è amore” (1 Giov. 4:8).

Or dunque la chiave di lettura del testo ha il suo momento iniziale in questa prerogativa che proietta ciò che leggiamo in una dimensione che va oltre la funzione temporale (…l’Amore vincerà sul tempo..), e l’immantinente (1 Corinzi 13:8), oltre le fasi evolutive dell’uomo (…e sull’età delle passioni…), valicando  le difficoltà contingenti (…sarà un muro contro ogni avversità…) tratteggiandone le conseguenze (…felice della gioia…) precisandone l’origine e la natura (…che verrà dal mio Dio lassù…).

L’inciso, in una sorta di allitterazione ridondante, tributa il senso assoluto, libero dell’amore (…l’Amore è Amore perché è Amore…), ne specifica la spiritualità, per cui esso è tanto invisibile e intangibile quando percepibile, avvertibile dalla parte divina dell’uomo, da ciò che tutti comunemente chiamiamo “cuore” (…lo senti che prende il cuore…). Esso (cuore) rappresenta la parte immortale dell’essere umano, la dove si realizzano le più profonde emozioni e dove si scrutano i segni divini.

I successivi versi sono una parafrasi ampliata ed esemplificativa di uno dei passaggi più noti e stupendi della Bibbia, quello di 1 Corinzi 13:4-7 in cui scopriamo la vera essenza dell’Amore, la sua natura divina, le sue conseguenze:

L’amore è riguardo altrui (…non offende mai…) e affezione per il prossimo (…è sempre pronto a perdonare…), è accorto e comprensivo (…il suo giudizio non ferisce è sempre pronto ad ascoltare…).

L’amore è altruista e intenso (…quante volte ha pianto perché sia il rifugio di persone sole che ferite dentro non han più la poesia della vita…).

L’amore non sente di primeggiare né di umiliare terzi (…non consegna vinti né i vincitori hanno un premio…Le sue armi: il rispetto e dignità…), ma consente di combattere e vincere le battaglie della vita (…Quando la battaglia si aprirà l’Amore vincerà…) perché in esso c’è la forza dell’essenzialità.

L’apoteosi descrittiva del testo è proprio l’invalicabile limite dell’assoluto, della trascendenza che l’amore rappresenta, ribadito con ancora più incisività (…L’Amore è Amore oltre il quale non si può accedere…), e nonostante questa dimensione soprannaturale esso e scorgibile in ogni uomo vinto dall’Amore.

Dio è amore.

Pasquale Cicchelli