Ho ascoltato con attenzione il brano, letto con attenzione le parole, impegnandomi a comprendere il senso e il significato del pezzo.

Ho provato ad ascoltare senza lasciarmi condizionare dall’aspetto emotivo che mi lega alla tua musica e alla tua persona, con un approccio distaccato, provando a essere obiettivo, al fine di essere costruttivo e di aiuto per la tua attività e formazione artistica e compositiva.

La trattazione di una problematica così attuale (la separazione di una coppia sposata) si scorge nel senso delle parole, non è ermetico ma eloquente e comprensibile. La tematica, nei limiti imposti da un testo di una canzone, è scandagliata negli aspetti sentimentali legati ai credenti (cos’è stato di questo amore che Dio nel tempo ha fatto crescere), psicologici (lei in ginocchio commuove il cielo per questo amore amaro e fragile), pratico (e dei figli cosa ne sarà). L’inciso però suggerisce la soluzione miracolosa, il fine che la canzone si pone: testimoniare che Dio può ricostruire anche sulle macerie, che l’ora della speranza non è finita in Dio e che nella grazia divina anche il mare in tempesta dei sentimenti offesi, dei torti subiti a vicenda può essere quietato. Credo poi che possa essere assunta a massima l’idilliaca espressione che chiude la seconda parte: “la chiave dell’amore è il perdono”.

Il confronto con le “canzonette cristiane” che vanno per la maggiore, evidenzia subito l’alto valore poetico delle parole che scrivi, lo spessore artistico superiore, la rivelazione di una reale conoscenza della presenza di Dio e della Sua onnipotenza. Niente a che vedere con gli stornelli, i tormentoni ripetitivi pseudo religiosi e dediti alla supposta trascendentale spiritualità di certi ambienti evangelici.

Passo all’aspetto musicale. Credo che il motivo della canzone sia molto “pop” (a prescindere poi dall’arrangiamento che sarà costruito). Penso che sarà facile ricordare la canzone, anche perché il testo si dipana con facilità sulla musica, e l’intreccio del testo, molto facile nella dizione, è senza particolari incroci lessicologici.

In generale credo che sia una bella canzone, “pop” nello sviluppo musicale, ma di stile prettamente cantautorale nel contenuto, in un giusto equilibrio musicale, che contraddistingue da sempre la tua composizione.

Da credente esprimo la mia ammirazione per un “cantico” che esalta la grazia di Dio nell’analisi di un aspetto secolare che non possiamo non considerare perché di stretta attualità. Ogni cosa che esalti il nostro Salvatore non può non essere di edificazione per chi ha posto Cristo al centro della propria vita.

Pasquale Cicchelli