La comprensione del senso del brano è già orientata dal titolo che tu hai imposto alla canzone per cui, anche se non ci fosse possibilità di spiegare i dettagli della vicenda, l’approccio delinea i contenuti. L’inizio fa intendere, tra le righe,il tema della immigrazione femminile per alimentare la tratta della prostituzione.

E’ molto significativo, anche se lasciato all’intuizione dell’ascoltatore, capire che il soggetto (le donne) vengono da una terra straniera e ben lascia intendere che sia l’Africa (..triste terra). L’espressione “ancora prima dell’età”, mi fa intendere che probabilmente le protagoniste sono molto giovani (forse adolescenti?).

E’ lucida e realista la descrizione della condizione che fai di questo dramma umano, cogliendo l’animo delle protagoniste (ignare del destino; vendute ad un sogno; speranza di un paese) e la drammatica realtà del loro futuro (un paese che le accoglie e le abbandona; buttate e calpestate).

Reciti ad un tratto: “C’è ancora sulla pelle il segno dell’abuso che fa male”; nella piena libertà della licenza poetica concessati come autore, nella mia interpretazione ho letto in questo passaggio una sorta di annichilimento della personalità esistenziale delle donne che si prostituiscono, il loro dissolversi come esseri umani, delle loro coscienze, la fine della loro dignità, in relazione anche alla successiva espressione: “e di quel che rimane non ce traccia di sé”. E’ arbitrario il mio concetto, ma la grandezza poetica del testo è anche questa: lasciare all’interlocutore la facoltà di poter immaginare scenari diversi da quelli intesi dall’autore; similmente a chi davanti ad un quadro scorge aspetti, colori e sfumature non comuni a tutti, ecco quello che la profondità del testo insinua nella mia mente.

E’ molto ben rappresentata la svolta nella vita di queste donne, quando, in un esame introspettivo e memori del loro passato, ricorrono a Dio; questo mi fa presupporre un passato da credenti delle ragazze. Ancora una volta hai ben descritto il seguito di una trasformazione radicale di vite distrutte e poi recuperate in virtù della fede in Dio, ricorrendo a “Cristo dato per amore”, espressione confacente e sinteticamente espressiva del concetto di salvezza nel sacrificio di Cristo e alla sua morte vicaria (aspetto prettamente dottrinale, quindi valore estrinsecamente didattico del tuo testo).

L’aspetto globale è che la canzone racconta una bella storia, noi diremmo una testimonianza, triste quando inizia, ma che si conclude con l’apoteosi finale del riscatto di queste vite, di una nuova vita in Cristo, e quindi di edificazione per un credente e di testimonianza per chi credente non è.

Nel complesso credo che il brano ricalchi pienamente il tuo stile e lo spessore artistico/compositivo/spirituale della tua arte e del talento di cui Dio ti ha provveduto.

Pasquale Cicchelli