3 Marzo 2018 Giuseppe Palladino

IL BISOGNO CHE VEDI E’ LA TUA CHIAMATA AD AIUTARE

Voglio condividere con voi il documento  di un’amica, la dott.ssa  Giada D’Alessandro.

Questo testo s’integra molto bene con  il brano della traccia sei ” Storie di donne”  che narra  le vicissitudini di fragili ragazze costrette a prostituirsi per la cattiveria di uomini senza scrupoli. Grazie alla cura e dedizione dell’Associazione “Project Hope”, diverse ragazze  vengono conquistate all’amore di Dio ricevendo una nuova vita insieme ad una nuova dignità.

Da bambina, da adolescente, come è successo fino ad oggi a quelli di voi particolarmente sensibili, ogni volta che vedevo una di queste ragazze in strada il pensiero era sempre lo stesso: vorrei toglierla da quella strada, portarla a casa mia, offrirle un tetto, un letto e qualcosa di caldo.

Devo essere sincera, non mi sono mai posta così tante domande su cosa le aveva portate ad essere lì, per strada, con un fuoco acceso, sedute su sedie rotte o bidoni capovolti. Ho sempre solo pensato che doveva essere brutto, orribile per loro, trovarsi lì da sole e che mi sarebbe piaciuto poter fare qualcosa. Ma una goccia in un oceano è sempre pochissimo. Questa è la scusa comoda che spesso ci troviamo.

Come succede a molti, senza prenderci in giro, 500 metri dopo averle superate con l’auto, il pensiero iniziava a svanire e continuavo la mia vita.  Questo è quello che accade alle persone sensibili, figuriamoci a chi non prova mai a vedere oltre il proprio naso e si ferma al primo sguardo.

Tanti, troppi, guardano queste ragazze con superiorità, disprezzo, ironia.

È facile, quando si è a debita distanza, lontano dagli occhi, ridere e disprezzare.

Un po’ come quando qualcuno cade e sei lontano, la prima reazione è farsi una bella schiattata di risate no?  Ma se invece quella persona cade accanto a noi, cosi vicino da riuscirne a vedere il dolore sul volto, negli occhi? … ridere non ci viene così facile. Almeno me lo auguro.

Oggi abbiamo voluto fare un po’ questo: abbiamo voluto mostrarvi da vicino il passato, la storia presente che queste donne vivono.  Oggi è come se foste scesi dall’ auto, vi foste avvicinati e le avreste guardate negli occhi.

Per me tutto è cambiato quando qualcuno mi disse una frase che mi ha cambiato la vita:

IL BISOGNO CHE VEDI E’ LA TUA CHIAMATA AD AIUTARE.

Ma questa è la mia vita, la mia chiamata, è la mia fede che mi spinge a farlo.

Non è detto che sia la vostra certamente, ma oggi siete consapevoli di cosa si nasconde dietro una bella ragazza seduta al bordo di una strada e mi dispiace dirvelo, ma questo vi responsabilizza. Da questo momento anche voi avete una responsabilità verso queste ragazze, credetemi troppo spesso quasi vostre coetanee. Sicuro mie coetanee.

Se non altro avete la responsabilità di un NON-GIUDIZIO.

Se non altro avete la responsabilità di DOVER rispondere a chi affianco a voi viene la brillante idea di farsi una bella risata.

Ragazzi, noi da questo lato, non siamo migliori di voi. Non veniamo a raccontarvi queste cose perché siamo delle persone buone e gratuitamente aiutiamo queste donne.

Noi e voi insieme, non siamo migliori di queste ragazze. Dietro ogni persona c’è una storia e dobbiamo imparare sempre a portare RISPETTO.

Da oggi siete responsabili anche in questo: rispettatele.

E voglio aggiungere una cosa, rispettate anche voi stessi.

Oggi vi assicuro che oltre ai vostri occhi, si sono aperti anche i vostri cuori. I vostri sentimenti. La vostra coscienza. Rispettatela.

Valete di più di una bravata fatta per farsi belli agli occhi altrui. Per sentirsi grandi, uomini.

Per tanti è un giorno lontano quello di cui parlo, per alcuni di voi è vicino. Ragazzi non scendete mai da quella macchina, non vi avvicinate mai, le persone non si usano. Si amano.

Non usatele e non usate voi stessi per compiacere l’ego che non dovrebbe nemmeno appartenervi.

Chiudere il cuore, la coscienza, e agire con la testa, con superficialità, è forse la peggiore dipendenza.

È una dipendenza sottile, che a poco a poco atrofizza il muscolo più importante che avete.

Dopo non saprete più usarlo il vostro cuore. Non vi ricorderete nemmeno più come si fa ad ascoltarlo.

E vi assicuro che vivere una vita fatta solo di testa, ci renderebbe macchine e niente avrebbe più senso.

Siamo stati creati per la grandezza.

Siete stati creati per la grandezza.”

dott.ssa Giada D’Alessandro

 

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